Presidio Permanente a Gioia Tauro
Si è iniziato un presidio permanente per monitorare l'attività dell'inceneritore di Gioia Tauro, dopo le segnalazioni dei cittadini del "Bosco/Sovereto" dell'arrivo di numerosi camion scortati dalla polizia. Il presidio, promosso da MDT insieme agli stessi cittadini, vuole essere anche punto informativo contro l'incenerimento dei rifiuti.
Gli ultimi avvenimenti di Napoli e la disponibilità dichiarata dal governatore calabrese Loiero ad accogliere rifiuti provenienti dalla Campania, non sono altro che il tentativo di far credere ai cittadini che il problema dei rifiuti si risolva con gli inceneritori. Ciò è spudoratamente falso!
Riteniamo che l'emergenza rifiuti a Napoli non si risolva mandando in giro per l'Italia l'immondizia, soprattutto in una regione come la Calabria che è appena uscita (si spera...) da una gestione commissariale durata 10 anni.
Il presidio è davanti all'inceneritore di Gioia Tauro, gestito dalla Veolia: chi volesse partecipare, darci un aiuto o anche passare per un saluto o un gesto di vicinanza, sarà il benvenuto.
Questo presidio ha bisogno della partecipazione e del sostegno di tutte e tutti!
Sulla situazione campana
In Campania 14 anni di Commissariamento ed una gestione rifiuti finalizzata unicamente all'incenerimento, hanno provocato una situazione al collasso con centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti non raccolti per strada, impianti di finto CDR – combustibile da rifiuti - che impacchettano l'immondizia tal quale per "stoccarla" in terreni agricoli nell'attesa dell'entrata in funzione dei c.d. "termovalorizzatori", continue aperture da parte del Commissariato per l'emergenza rifiuti di nuove discariche spesso di proprietà o gestite dalla camorra, le stesse dove in passato sono state smaltite tonnellate di rifiuti tossici, come i fanghi tossici di Marghera.
Tutto ciò mentre sparivano milioni e milioni di euro che hanno arricchito affaristi, camorristi e politicanti (se senso ha differenziarli) e mentre venivano disattese le richieste dei comitati di attivare la raccolta differenziata (assolutamente ostacolata), il riciclaggio ed il compostaggio.
Oggi l'emergenza Campania è riesplosa in tutta la sua drammaticità e gli scontri con le forze dell'ordine, le barricate e i cassonetti incendiati riempiono le prime pagine di tutti i mezzi di comunicazione, che additano chi protesta come camorrista.
Apprendiamo ora che esiste anche una camorra ambientalista!
Assistiamo
scandalizzati alle dichiarazioni di quei mezzi politicanti di carriera,
unici responsabili di tale situazione, che affermano di non aver
nessuna responsabilità e che semmai ci fosse stata questa dovesse
essere imputata alla camorra.
VERGOGNA!
Noi sappiamo bene chi sono i veri terroristi, i veri camorristi, i veri criminali!
Rimaniamo scandalizzati di fronte al giornalismo italiano, "libero" e "democratico",che
affronta l'argomento con trasmissioni televisive senza contraddittorio,
nelle quali viene invitato solo chi è a favore degli inceneritori e mai
un medico, uno specialista "oncologo" contrario, magari uno
dell'Istituto Superiore di Sanità.
Dando
informazioni incomplete e spesso inesatte si rende un servigio a chi ha
interesse a propinare modelli ultramoderni di "termovalorizzatori" a
loro dire del tutto innocui e che, quasi quasi, profumano l'aria.
Ci
penseranno i cittadini, i medici ed i tecnici liberi ed onesti a
ricordare all'opinione pubblica poche cose ma vere, sacrosante e
certificate:
DI INCENERITORI E DISCARICHE SI MUORE!
La Campania ha una mortalità dovuta a malattie tumorali molto più alta di ogni statistica nazionale.
E' evidente la strumentalità di questa nuova crisi, che riteniamo dettata dalle solite lobbies e
pianificata dai governi nazionali e regionali per avviare questa
gigantesca campagna a favore dell'incenerimento, liquidando tutte le
forme di opposizione a questa barbarie.
Vogliono
metterci gli uni contro gli altri, farci credere che è colpa di chi si
oppone agli inceneritori se esistono ancora le discariche.
FALSO! FALSO! FALSO!
Gli
inceneritori non eliminano le discariche, le rendono croniche,
producendo un terzo dei rifiuti "smaltiti" in ceneri altamente
tossiche.
Lungi
dall'essere la soluzione, l'incenerimento è il problema e le migliaia
di sostanze nocive che escono dai camini e che la legge prende in
considerazione solo in parte sono devastanti per la salute umana.
L'intervento
dell'esercito, tanto auspicato da diversi benpensanti anche di
"sinistra", renderà ancora più autoritaria la logica dell'emergenza e
servirà a reprimere chi osa pensare di poter vivere in maniera
dignitosa e a garantire chi la situazione l'ha provocata - camorra,
imprenditori e politici - e non certo chi la subisce - i cittadini!
La repressione che colpisce oggi i cittadini di Pianura colpirà domani allo stesso modo chi altrove osa opporsi alle
lobbies dell'incenerimento che si nutrono dei soldi pubblici
pagati da noi contribuenti attraverso la truffa dei CIP 6 nella
bolletta dell'energia elettrica.
Oggi, oltre alla salute dei cittadini viene messo a rischio il concetto stesso di democrazia.
Noi
qui in Calabria combattiamo la stessa lotta delle popolazioni campane,
la stessa logica perversa che ci impone l'incenerimento e le
discariche.
Per
questo una delegazione di MDT - Calabria ha portato direttamente a
Napoli la solidarietà e la vicinanza del Movimento e dei cittadini
della Piana, proprio mentre altri militanti operavano un presidio di
protesta e sensibilizzazione di fronte alla Prefettura di Reggio
Calabria.
Solidarietà non significa però ritenere giusto che la Calabria accolga i rifiuti che vengono dalla Campania, semplicemente perché ciò non risolverebbe il problema, perché sarebbe una contraddizioni in termini: come può una regione in emergenza rifiuti da 10 anni contribuire a risolvere un'altra emergenza? Ma anche se, come noi crediamo, questa emergenza in Calabria non c'è mai stata, lo stesso non riteniamo praticabile questa soluzione perché il problema di Napoli si può risolvere direttamente a Napoli se solo ci fosse la volontà politica per farlo: separando là quei rifiuti ed attivando le discariche previste dal loro piano rifiuti.
Noi non ci fidiamo dei rifiuti che arriverebbero da Napoli: quali arriverebbero, quelli che vediamo per strada in questi giorni o quelli già stoccati nelle discariche, di cui non si conosce la natura?
Non ci fidiamo del modo con il quale la regione Calabria intenderebbe smaltirli questi rifiuti e siccome siamo contrari all'incenerimento dei rifiuti questa soluzione non è da noi ritenuta inaccettabile.
Inoltre vorremmo chiedere al governatore Loiero a chi sarebbe rivolto questo atto di solidarietà, ai campani o Bassolino, tra i principali responsabili di questo disastro?
Noi auspichiamo che i Bassolino di turno smettano al più presto di causare danni ai cittadini e quindi nessuna solidarietà per lui ed i suoi compari!